Lezione venti – Punti di vista

Lezione venti – Punti di vistaimagfes

Programme 20

Punti di vista

Anna: Expressing an opinion. Giving your point of view. In this programme, four Italians from different regions give their “punto di vista” on a range of topics. From how the Health Service in Italy is organized, to the role of women in business. Elena Pino is a young lawyer working for the state legal service here in Florence. What is her “punto di vista” on the opportunities for women in the law?

Elena: Io credo che in questi ultimi tempi le donne abbiamo sempre più preso piede nel mondo del lavoro, perchè è una professione molto adatta per le donne. Da un lato, è necessario essere pieni di grinta, di coraggio, di energia e quindi la figura femminile è adatta per questo tipo di lavoro. E dall’altro, credo anche che chi abbia necessità di…di tempo libero per la famiglia, per dedicarsi ai figli, può farlo molto comodamente perchè si può organizzare il lavoro portandolo a casa o comunque, non avendo vincoli di orario, è molto più flessibile come attività.

Anna: Ma quali difficoltà hai incontrato tu personalmente?

Elena: Mah, io non…non ho trovato una grande difficoltà per il fatto di essere una donna. La mia esperienza è stata difficile perchè io ero giovane. Ho iniziato a lavorare nel mio campo a ventiquattro (24) anni e io anche dimostro pochi anni, molti meno anche di quello che ho. E quindi, per me la difficoltà più grosssa è stata quella di dimostrare le mie capacità e la mia conoscenza professionale indipendentemente dal fatto che sembravo una bambina e una ragazzina senza esperienza.

Anna: Tu sei romana e sei qui a Firenze soltanto per lavoro. Che differenza c’è fra Firenze e Roma da un punto di vista personale e culturale?

Elena: Mah, io credo che si viva meglio a Firenze, perchè la qualità della vita secondo me qui è molto più a dimensione umana. E’ tutto più vicino, più piccolo. Io vado a lavorare in bicicletta, la mattina. Non so più che cos’è la macchina. Ho dimenticato il traffico. E’ molto importante, anche, avere questa tranquillità. Quando tutti i giorni si deve andare a lavorare, faticare, anche levare un po’ di stress è importante.

Anna: It’s about 750 kms down the autostrada to Bari: the capital of the Puglia region. At the University Research Institute I met Stefano Pugliesi, a forestry expert who is interested in the conservation of plants and trees.

Stefano: Mi chiamo Stefano Pugliesi e sono laureato in scienze forestali. E sono molto interessato alla conservazione dei popolamenti forestali presenti in Puglia e alle specie rare di alberi forestali che in questa regione sono presenti.

Anna: Stefano, che cosa pensi della situazione ecologica in Puglia in generale?

Stefano: La situazione ecologica è ancora abbastanza buona perchè è una regione non molto popolata e…è ancora molto ricca di risorse. Ma credo che sia arrivato il momento di intervenire in modo drastico perchè la speculazione edilizia sta minacciando molte zone ricche di…molto interessanti dal punto di vista naturalistico.

Anna: Secondo te questa situazione come può essere migliorata?

Stefano: E’ necessario aumentare il numero di aree protette, eh…parchi e riserve, e istituire anche delle forme idonee di sorveglianza e delle sanzioni severe per…per i trasgressori.

Anna: Stefano, tu hai vissuto e studiato a Firenze. Qual è la differenza tra l’atteggiamento tra i toscani e i pugliesi?

Stefano: Secondo me i toscani sono più consapevoli di certi problemi legati alla conservazione della natura. Anche perchè esiste un’antica tradizione in questo senso, i toscani hanno sempre curato molto il loro territorio. Secondo me questo dipende anche dal fatto che la Toscana è una regione molto più popolata della Puglia e quindi il rischio è maggiore, di rovinare le…le risorse naturali. Però questo problema comincia ad essere molto sentito anche in Puglia e quindi sta crescendo la consapevolezza della gente su questo problema. Ma io…così…secondo me…eh…di fronte alla prospettiva di realizzare un grosso profitto, eh…mediante la speculazione edilizia,…non c’è molta differenza fra toscani e pugliesi e in entrambi i casi la preoccupazione per la natura passa in secondo piano.

Anna: E…secondo te che cosa si può fare per cambiare questa situazione?

Stefano: Secondo me il problema è molto vasto perchè è un problema che riguarda l’intero paese, riguarda la classe politica, che non ha delle intenzioni molto serie nei confronti di questo problema. E…secondo me…però…bisogna…bisogna mettere anche delle persone competenti…eh…ad occupare degli incarichi di responsabilità. Spesso i funzionari o i tecnici incaricati di occuparsi della tutela delle risorse naturali, non sono persone adatte a svolgere questo compito. Spesso sono architetti che, per gli studi che hanno fatto, non hanno una conoscenza sufficiente dei problemi naturalistici.

Anna: This is the old Roman town in Lecce, in Puglia. Just outside there is a new hospital of the province, a major centre for the training of nurses. The head of the training school for professional nurses at the hospital is Antonio Indracolo. He’s concerned to operate their training and enhance their status.

Antonio: Io sono Antonio Indracolo e dirigo una scuola per infermieri professionali nell’ospedale di Caserano in provincia di Lecce. Mi interesso di formazione professionale…Formiamo degli infermieri professionali; a differenza degli infermieri generici, che la formazione era di un anno [sic], gli infermieri professionali hanno una formazione di tre anni.

Anna: A suo parere, quali devono essere le prospettive future?

Antonio Indracolo: Allora, a mio avviso, le prospettive fut…future di questa professione, che venga la formazione collocata nell’ambito universitario… Quindi…aumenta il livello culturale dell’infermiere di pari passo, a mio avviso, aumenta anche il reddito.

Anna: Lei ha lavorato a Milano. Secondo Lei qual è la differenza in questo ambito tra una città come Milano e la Puglia?

Antonio: La differenza in [sic] una città come Milano e la Puglia…può essere in termini di formazione. Nel senso che presso le scuole infermieristiche della regione Lombardia, vengono banditi un certo numero di posti e…e di solito gli studenti sono inferiori al numero di posti banditi. Mentre in Puglia, di solito succede il contrario. Cioè nel senso che eh…la domanda supera l’offerta. Quindi c’è un eccesso di studenti e…e di solito, una volta che sono formati, questi…questi studenti vanno…emigrano proprio nel Nord. Questo è…è l’ospedale regionale Vito Fazzi, ha mille (1000) posti-letto, si interessa della prevenzione, cura e riabilitazione. Il padiglione in via di costruzione è un padiglione destinato all’oncologia. L’oncologia è quella branca che si interessa della cura dei tumori. A mio avviso, è una bellissima struttura, una struttura megagalattica, nuova, di recente costruzione. Ma non è cambiato nulla in termini contenuti quindi in termini di qualità dell’assistenza.

Anna: Allora, Lei mi stava parlando appunto della, della differenza che, che poi alla fine concretamente esiste tra l’assistenza ospedaliera del Nord e del Sud. Mi dica, mi dica ancora.

Antonio: Sì. Senza dubbio, al Nord effettivamente esiste il paziente. Cioè tutto ciò che ruota, ruota intorno al paziente. Mentre qui in Meridione, mi rendo conto che il paziente, a mio avviso, ha un ruolo marginale.

Anna: On the coast of Tuscany, facing the island of Elba, is the Maremma. Once marshland, is now an area of outstanding beauty, with glorious beaches and fashionable resorts. Elisabetta Lombardo is a successful business woman who runs her own hotel and is president of the local hoteliers association.

Elisabetta: Ciao. Sono Elisabetta Lombardo. Sono proprietaria dell’Aziza Hotel a Follonica. Sono dieci (10) anni che lo gestisco personalmente. L’ho ideato io, l’ho costruito e me ne occupo personalmente. Adesso sono presidente dell’Associazione Albergatori locale e quindi mi occupo anche dei problemi collettivi della nostra categoria.

Anna: Elisabetta, secondo te, è più difficile per una donna che per un uomo avere successo?

Elisabetta: Ritengo che decisamente per una donna è più difficile che per un uomo. Perchè deve superare degli ostacoli dovuti a pregiudizi che ancora esistono nella mentalità degli uomini e anche delle donne.

Anna: Concretamente, qual è l’atteggiamento degli uomini rispetto a una donna, sul lavoro?

Elisabetta: Secondo me, gli uomini sono abituati a considerare le donne da conquistatori. Quando poi fai capire che vuoi pensare solo al lovoro, allora tentano di coinvolgerti pensando di gestire le tue opinioni. E allora diventa duro, difficile, lottare per affermare invece le tue idee.

Anna: Ma quali altri ostacoli deve superare una donna, secondo te, per arrivare al successo?

Elisabetta: La donna, secondo me, per dedicarsi al successo e alla carriera, deve rinunciare a una parte della vita affettiva e dei suoi spazi. La donna ha più bisogno di…di spazi personali che non un uomo e il lavoro li assorbe tutti.

Anna: Ma torniamo a noi. Tu non sei originaria di qui. Perchè sei venuta in Maremma?

Elisabetta: E’ una lunga storia. Io sono nata in Arabia Saudita da genitori italiani e abbiamo vissuto diversi anni negli spazi del deserto. Rientrando in Italia, l’ambiente più bello, più incontaminato che abbiamo trovato è stato la Maremma, qui a Follonica. Anni fa ancora esistevano delle dune di sabbia che ricordavano il deserto. E allora abbiamo deciso di fermarci qui.

Ladies: Buongiorno, buongiorno.

7Elisabetta: Buongiorno, come va? State bene?

Ladies: Bene. Tutto bene. Sì.

Elisabetta: Allora, che periodo vogliamo scegliere?

Lady 1: Sempre lo stesso dell’anno scorso.

Elisabetta: Cioè, avevamo parlato…

Lady 2: Luglio, dal venti (20) mi sembra

Elisabetta:…dunque…ecco…dal venti (20) al ventisette (27) di luglio.

Ladies: Sì, sì, sì.

Elisabetta: va bene. Allora, la sei (6) o la nove (9)?

Lady: La nove (9) mi sembra io.

Elisabetta: Ah, ecco.

Lady: Perchè erano accanto.

Elisabetta: Erano vicine?

Lady: Qui sopra.

Elisabetta: Qui sopra al primo piano.

Ladies: Sì, sì.

Elisabetta: Eh…io ho deciso dieci anni fa di dedicarmi al turismo. E…non sono quindi figlia di albergatori. Ma è un’attività che ho cominciato e improvvisato direi, da sola. Credo nel turismo e spero proprio di continuare a dedicarmi.

Anna: Secondo te, il governo fa abbastanza per promuovere il turismo?

Elisabetta: Attualmente il governo dovrebbe fare molto di più. Fino a dieci anni fa l’Italia aveva un quarto del turismo del mondo, adesso questa percentuale purtroppo si è abbassata, e dobbiamo competere con molti altri paesi che fanno turismo. Comunque, essendo il paese che ha le…l’arte e la cultrua in misura…in quantità maggiore di tutto il mondo, il governo dovrebbe fare di più per tutelare questo patrimonio artistico, il patrimonio ambientale e poi anche aiutare gli imprenditori a ristrutturare le…il ricettivo e anche i serivizi.

Anna: This is the last programme in the series. I really hope you’ve enjoyed Italianissimo and learnt some useful Italian. I’m sure you’ve been inspired to visit Italy and really the best way to improve your Italian is to be here. There is so much more to discover. L’Italia vi aspetta.

 


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