Lezione diciotto – Identita

Lezione diciotto – Identitaidentiteti

Programme 18

Identità

Anna: On the border between the regions of Emilia Romagna and Marche, over 2,000 feet up on Monte Titano, lies the oldest independent republic in the world – la Repubblica di San Marino. I Sammarinesi, the people of San Marino, speak Italian and use Italian currency, but they’re both conscious and proud of being separate from Italy. Independence and freedom have lain at the heart of San Marino’s history: the Republic is known as la terra della libertà because it has never been conquered by invaders and it’s provided asylum to victims of persecution. But where does San Marino’s identity lie today? Is the republic really distinct from Italy? Antonella Mularoni tu sei proprio sammarinese e fai l’avvocato qui a San Marino; immagino tu sia un’esperta sulla storia di San Marino e sulle sue istituzioni.

Antonella: Beh, un’esperta proprio no, però conosco abbastanza della storia e delle istituzioni sammarinesi.

Anna: Mi pare che il concetto di libertà sia molto importante per voi sammarinesi. Tu che cosa ne dici: è vero o no?

Antonella: Direi di sì e credo che il concetto di libertà sia profondamente radicato nei sammarinesi soprattutto per ragioni storiche.

Anna: Ecco, parlami un po’ della storia di San Marino. A quando risale la repubblica?

Antonella: La leggenda dice che un santo di nome Marino ha fondato questa repubblica nel  trecentouno (301) dopo Cristo e i sammarinesi considerano questa data la data convenzionale di fondazione della repubblica. Il concetto di repubblica nei secoli è molto cambiato, però a San Marino non c’è mai stato nè un re, nè un principe, quindi in questo senso posso dire che San Marino è sempre stata una repubblica.

Anna: Ma come è stato possibile per uno stato così piccolo riuscire a conservare la propria libertà per tutto questo tempo?

Antonella: La risposta non è facile. Eh…credo però che questa libertà perpetua sia dovuta in parte all’isolamento di San Marino e in parte alla sua povertà.

Anna: In che senso?
Antonella: Beh, San Marino innanzitutto era in cima a un monte, per cui nei secoli passati non era così facile raggiungerlo; e poi San Marino non aveva delle ricchezze o risorse naturali particolari, per cui non valeva la pena forse tant…fare tanta fatica per conquistare San Marino!

Anna: Ma veniamo un po’ al presente. Che cosa rende San Marino diversa dall’Italia? Ma si può davvero parlare di differenze?

Antonella: Direi di sì. Ad esempio le istituzioni sammarinesi sono completamente diverse da quelle italiane. I nostri capi di stato sono due, si chiamano capitani reggenti, mentre in Italia c’è un capo di stato e si chiama Presidente della Repubblica. Eh…il parlamento sammarinese fa le leggi sammarinesi, mentre è il parlamento italiano che fa le leggi italiane. E poi in politica estera San Marino è un paese neutrale, mentre l’Italia non lo è.

Anna: Despite the fact it’s a neutral state, San Marino has its own armed forces – citizens can join one of the five voluntary bodies that guard the Republic’s independence. It’s considered an especial honour to join the Guardia di Rocca who protect the Government building. The Guardia di Rocca also make a good tourist attraction, especially at the time of the changing of the guard. Over three million tourists a year come to San Marino from all over the world – many are day trippers, either children from Italian schools or adults from nearby cities. If they’re unlucky with the weather, they can find plenty of buildings which are worth a visit, like the Basilica.

Mimma: Qui naturalmente abbiamo un nostro governo, abbiamo un nostro passaporto, una nostra cittadinanza…

Anna: Often they turn to local tourist guides, like Mimma Marchetti, to learn more about the history and traditions of the place.

Mimma: …abbiamo comunque delle convenzioni fatte con lo Stato italiano e direi che la più importante è quella di buon vicinato. Sì, io faccio la guida a San Marino già da tanti anni e direi che il maggior afflusso di turisti qui a San Marino inizia dal mese di marzo con le gite scolastiche, poi direi che già a metà maggio inizia il turismo adulto, in prevalenza quello europeo, e si protrae oltre verso fine ottobre, direi.

Anna: Con la Sua esperienza, quale periodo consiglierebbe per visitare San Marino?

Mimma: Mah, io direi che con la mia esperienza consiglierei il mese di maggio e di giugno…c’è più calma qui a San Marino, non è ancora il pieno del turismo, e anche settembre e ottobre.

Anna: Immagino che la San Marino estiva sia diversa dalla San Marino invernale.

Mimma: Certo è molto diversa. Abbiamo tanti turisti durante l’estate, tanta confusione, tanto chiasso diciamo attorno a noi…mentre invece durante i mesi invernali c’è molta quiete e diciamo che queste stradine sono quasi deserte e…comunque abbiamo diverse cose da fare anche durante i mesi invernali, abbiamo programmi culturali, musicali…tante cose abbiamo qui a San Marino.

Anna: Edith Tamagnini, Lei è direttore dell’Ufficio di Stato per il Turismo di San Marino. San Marino riceve circa tre milioni (3000000) di turisti l’anno. Mi saprebbe dire in che cosa consiste il fascino della repubblica di San Marino?

Edith: Secondo la mia opinione il motivo principale è che San Marino è il più piccolo e il più antico stato del mondo e si trova nel cuore dell’Italia. Poi ci sono anche altre ragioni: le sue tradizioni, la sua storia, il folklore, l’ambientazione medievale e un bellissimo paesaggio.

Anna: Beh, fino a che punto si può sostenere che San Marino abbia una propria identità culturale che la distingue dall’Italia?

Edith: Infatti è una teoria che non si può sostenere. I sammarinesi sono fratelli degli italiani, perchè abbiamo una cultura, un amore per l’arte che ci accomunano all’Italia. Però esiste una forte identità culturale legata alla nostra storia.

Anna: Quindi Le sembra esagerato parlare di antagonismo fra i sammarinesi e gli italiani.

Edith: Sì, è assolutamente esagerato. Un conto è essere orgogliosi di appartenere a questo piccolo stato, un conto è avere dell’antagonismo con l’Italia che non esiste perchè noi abbiamo fra l’altro una convenzione di amicizia e di buon vicinato con l’Italia che ha sempre tutelato degli ottimi rapporti.

Anna: Just outside the town centre, is one of San Marino’s schools, “Una scuola media” for children between 11 and 14 years of age; but unlike in an Italian “scuola media”, children here learn more than just one foreign language helped by a number of dedicated teachers.

Daniela: Sì, eh…insegnare mi piace molto e mi dà molta soddisfazione, anche se non c’è dubbio che in certe classi eh… ricevo maggiore soddisfazione rispetto ad altre. Questo perchè è legato alla motivazione e al coinvolgimento dei ragazzi.

Anna: I ragazzi a San Marino quali lingue studiano?

Daniela: Dunque i ragazzi studiano lingua inglese e francese, per tre ore e due ore settimanali rispettivamente e prima c’era la possibilità di scegliere tra la lingua inglese e la lingua francese. Adesso invece è entrata la lingua francese obbligatoria dal millenovecentottantasette (1987), per cui eh… si è cercato anche di salvaguardare questo patrimonio culturale, con le nostre radici latine e dato che l’inglese diciamo era…era preponderante, aveva un’egemonia indiscussa.

Anna: E in Italia invece è diverso?

Daniela: Sì, in Italia eh…i ragazzi studiano soltanto una lingua obbligatoria.

Anna: Here in San Marino, just like in Italy, most schoolchildren attend lessons only in the morning. At this school, classes start at 8 in the morning and finish at 1. Most pupils go home to have lunch with their family and spend the afternoon doing homework. So, are there no major differences between the Italian and the San Marino educational systems?

Rina: Non ci sono fondamentali differenze fra il nostro sistema scolastico e quello italiano. Anche noi abbiamo una scuola primaria, una scuola media e una scuola secondaria superiore. La cosa più interessante è che invece a San Marino si è resa obbligatoria la frequenza fino al sedicesimo anno di età. Altro aspetto particolare è l’inserimento precoce delle lingue straniere, quindi l’inglese nella scuola elementare e l’inglese e il francese nella scuola media.

Anna: Ma a parte queste differenze, il programma di studio nelle scuole di San Marino è uguale a quello italiano?

Rina: Noi abbiamo dei programmi simili a quelli italiani, però in particolare curiamo la storia e la legislazione sammarinese affinchè i ragazzi possano conoscere sempre meglio le vicende del loro paese, della loro repubblica e la legislazione anche del passato e quella attuale.

Anna: Con la stampa e i mass media prevalentemente italiani, non Le sembra difficile mantenere un’identità culturale sammarinese?

Rina: Noi riteniamo che per capire, comprendere un altro popolo, altri popoli sia necessario essere coscienti della propria identità culturale. Di qui cerchiamo di avvicinare, incuriosire i ragazzi proprio alla storia del proprio paese perchè riscoprano la loro origine, le loro radici. E lo facciamo attraverso il metodo della ricerca. In quest’anno scolastico ad esempio tutte le calssi seconde stanno affrontando un lavoro di ricerca sulla storia della scuola sammarinese dai primi del Novecento (900) ai giorni nostri.

Student 1: Secondo me è molto importante eh… studiare la storia del proprio paese perchè si può preparare il proprio futuro conoscendo anche il passato.

Student 2: Ho imparato a fare statistiche, grafici, ma soprattutto a confrontare la scuola di ieri con quella di oggi e penso che sia meglio quella di oggi perchè ha molti più vantaggi.

Anna: Tu lavori come avvocato e immagino che sia stata in Italia. Mi potresti dire che vantaggi ci sono ad avere la cittadinanza sammarinese piuttosto che quella italiana?

Antonella: Beh, qualche vantaggio effettivamente c’è. Ad esempio posso dire che le tasse a San Marina…a San Marino sono un po’ più basse che in Italia e ad esempio a San Marino non c’è il servizio militare obbligatorio non esserndoci l’esercito, a differenza che in passato e a differenza che in Italia.

Anna: Dimmi un po’. Come si ottiene la cittadinanza sammarinese?

Antonella: Dunque sono sammarinesi tutti i figli di padre sammarinese anche se sono nati all’estero. Per gli stranieri invece è piuttosto difficile diventare sammarinesi. Gli uomini, ad esempio, devono vivere a San Marino per un periodo di tempo prolungato, almeno trenta (30) anni e ci vuole poi una legge del parlamento sammarinese di concessione della cittadinanza. Per le donne straniere invece è un po’ più semplice, in quanto sposando un cittadino sammarinese possono, se lo vogliono, acquistare la cittadinanza sammarinese.

Anna: Ma, cosa mi dici del futuro di San Marino? Sarà indipendente fra cento anni?

Antonella: Io penso di sì. Pensare ad

una guerra tra stati europei oggi come oggi mi sembra una cosa improbabile. Del resto noi abbiamo ottimi rapporti con l’Italia, per cui non riesco a immaginarmi l’Italia che invada San Marino. E come sammarinese, del resto, fiera della mia identità, mi dispiacerebbe molto vedere San Marino perdere la sua indipendenza e vedere San Marino scomparire dalla carta geografica.


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